venerdì 14 luglio 2017

Evelina _ 7/10



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Dopo aver setacciato ogni locale della zona giorno, alla ricerca dell’anziana insegnante, Fabio Mori si reca al primo piano per effettuare una nuova ricognizione e…  eccoci giunti alla settima parte del racconto: buona lettura!

Claude Monet, Ninfee, 1916


Si accostò alla parete e si sporse di qualche centimetro con la testa, per riuscire a guardare attraverso lo spiraglio di una porta che dava su una camera da letto. 
«Oh ma quante storie!» la sentì pronunciare questa frase, con tono indispettito e risoluto. 
Allora, sgranò gli occhi per riuscire a osservare con più attenzione: la donna era seduta sul letto con le spalle rivolte alla porta d’ingresso. Il suo capo era rivolto in direzione della finestra chiusa, che si presentava con le tende tirate e perfettamente perpendicolari al pavimento. Fabio Mori non vide nessun altro in quella camera, oltre a lei. Nel prenderne coscienza, avvertì il gelo impadronirsi del suo corpo, come se il sangue avesse all’improvviso cessato di scorrere nelle vene. Un brivido partì dalla radice del collo, proseguì lungo la schiena e gli si propagò per tutto il corpo sollevando il vello che ricopriva ogni centimetro della pelle. Trattenne il respiro e si intimò di restare immobile a seguir la scena, senza farsi scorgere. 
«So bene che certe scadenze vanno rispettate, ma c’è modo e modo per portare a termine i compiti» la meschina proseguiva il suo discorso con caparbietà «e come ho sempre insegnato anche ai miei scolari, ci vuole metodo. Quindi, non preoccupatevi, ve l’ho già detto: ci penso io. Troverò quel che ci serve, a tempo debito e ora, se non vi dispiace, vorrei riposare. Buonanotte!»  
L’uomo, che fino a un attimo prima aveva sperato che tutte le sue congetture sulla demenza dell’anziana maestra fossero solo aleatorie e remote ipotesi, si dovette arrendere all’evidenza. Ormai era chiaro che Evelina versasse in un totale stato confusionale: 
«Oddio, che orrore invecchiare» si disse sospirando e con un groppo in gola ripercorse di fretta il corridoio, scese dalle scale e raggiunse il salone, nel quale il giudice stava ancora dormendo. 
«Vi lascio, Berta» si rivolse alla cameriera, per accomiatarsi «per favore, saluti i miei cari ospiti e dica al signor giudice che mi farò sentire a breve per la questione di cui abbiamo parlato stasera. Di nuovo, ossequi» e andò via, a passo lesto inseguendo un istintivo desiderio di lasciarsi alle spalle tutto quello squallore, anche se una voce scaturita dalla sua mente, spietatamente lucida, gli ripeteva che correre sarebbe stato vano. 
Si arrovellò il cervello tutta la notte per farsi venire in mente, prima possibile, una scusa credibile per giustificare le spese bancarie destinate ad un servizio di portavalori che aiutasse concretamente Evelina nelle sue pericolose transazioni di denaro, dall’ufficio alla villa. Verso l’alba il suo progetto era ormai delineato fin nei minimi dettagli, pronto ad esser messo a punto il prima possibile. 
Col cuore colmo di frustrazione si disse che quella, nient’altro che quella, fosse l’unica azione utile da intraprendere per andare incontro ai suoi amati benefattori. 
 A distanza di qualche giorno, come previsto, Giorgio Rasini si preparò a partire alla volta di Parigi, in compagnia di alcuni suoi «amici pennuti», per prender parte a un concorso ornitologico riservato a ondulati e psittacidi. 
La moglie, come al solito, non ne volle sapere delle insistenti richieste del marito affinché l’accompagnasse nel viaggio, avanzando come pretesti alcune improcrastinabili riunioni e l’imprescindibile cura del giardino. 
«E va bene, cara. Rimani, se proprio devi, però promettimi di riguardarti evitando inutili affaticamenti e soprattutto ricordati di servirti della guardia giurata messa a disposizione dalla banca, qualora avessi necessità di spostare valori fuori dall’ufficio. Sai bene anche tu quanto Fabio si sia tanto raccomandato di farvi ricorso» 
«Ma sì, amore. Vai via tranquillo! Farò tutto quel che c’è da fare senza correre nessun rischio» rispose lei, sventolando a ritmo sostenuto il magnifico ventaglio di seta acquistato a Siviglia l’estate precedente. 
«Sì, ma…» 
«Uh, con tutto il caldo spaventoso che già mi tormenta, ti ci metti anche tu? Mi stai invecchiando male, Giorgio. Eh no, stai sereno! Quando tornerai, la prossima settimana, mi troverai sana e salva. Piuttosto» aggiunse, con una punta di civetteria «giacché ti stai recando nella città popolata dalle donne più eccentriche del mondo, fai attenzione a non tornare con il torcicollo, mio caro! Ci siamo capiti?» 
E tra i balbettii imbarazzati del marito e le allegre risate della donna, i due coniugi si congedarono.


9 commenti:

  1. Caspita! Un altro passo nella risoluzione del mistero... il mio cervellino lavora a ritmo vorticoso, ma riservo per me ogni considerazione. Comunque il dialogo con l'immaginaria entità da parte di Evelina mi ricorda qualcosa. ;)

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    1. Ciao Cristina! :)
      Prima di tutto, mi scuso per non essere stata presente nella blogosfera al 100% in questi giorni (un'anta di un mobile si è staccata, la lavastoviglie ha deciso di abbandonarmi, un figlio si è preso temporaneamente la mia auto lasciandomi a piedi per un mese,... ), ma intendo rimediare!
      Ebbene, con questa settima parte ci avviciniamo sempre più al mistero, ma ne mancano altre tre e chissà cos'altro accadrà! ;-)

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  2. Già, chissà cos'altro accadrà. Ci stai facendo montare alla grande il senso di attesa. Intanto rinnovo i miei complimenti per la scrittura, al limite della perfezione.

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  3. Vi terrò sulle spine fino all'ultimo! ^_^
    Che meraviglioso complimento, Ivano. Ne sono profondamente onorata e lo dico con umiltà e riconoscenza: grazie di cuore!

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  4. Sulle spine eh... allora mi sa che la demenza centri solo fino ad un certo punto. Magari sbaglio, ma.... 😆
    Bello stile! Limpido!

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  5. Sulle spine eh... allora mi sa che la demenza centri solo fino ad un certo punto. Magari sbaglio, ma.... 😆
    Bello stile! Limpido!

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  6. Ah, non ne ho proprio idea, ma potrebbe succedere di tutto... 😎
    Grazie di cuore, cara Pat! 😘

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  7. Non riesco a seguirla volta per volta, ma cumulativamente! Ho appena letto le parti 5/6/7. :)

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