sabato 11 marzo 2017

In viaggio nell’acqua _ seconda parte






Eccoci al secondo appuntamento di In viaggio nell’acqua, post iniziato mesi fa su questo blog (qui il link per chi lo avesse perso e lo volesse leggere).

Anziché addentrarci subito nel tema centrale, che andremo a scandagliare in seguito, preferisco introdurvi attraverso alcuni accostamenti artistici, tra pittura e letteratura, in cui l’acqua gioca il ruolo del filo conduttore.


Uno scorcio del lago di Tovel

Il gioco che vi propongo ci permetterà di sfiorare alcuni aspetti poetici di cui l'acqua è senza dubbio ispiratrice

In attesa dei vostri suggerimenti, inizio a spiegarvi le mie connessioni... ho messo insieme artisti e orientamenti diversi: un poeta umanista teso alla scoperta e valorizzazione dell’animo umano accostato ad uno dei più grandi pittori della corrente dell’Impressionismo; uno scrittore, poeta e filosofo, che ha sempre dimostrato un acceso interesse per l’esistenzialismo, lo spiritualismo e il misticismo, insieme ad un genio del Surrealismo; un grandissimo drammaturgo che ha scelto coraggiosamente di mettere a nudo le contraddizioni della sua epoca, insieme ad uno dei più sensibili pittori dell’Astrattismo. :-)

 “Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna
(Francesco Petrarca, Canzone CXXVI, Il Canzoniere)

Sentivo il dovere di rendere omaggio a questo preziosissimo elemento, quindi, giocando su piani diversi, ecco una strofa e un’immagine che chiedono ascolto e promettono bellezza

Claude Monet, Impressione, levar del sole, 1872, Musée Marmottan Monet, Parigi.

    

Egli amava molto l'acqua, ogni acqua lo attraeva. E guardando di lassù, attraverso la corrente cristallina, il fondo cupo e indistinto, si vedevano qua e là luccicare e scintillare, con un baglior d'oro smorzato e suggestivo, cose inconoscibili, forse un vecchio coccio di piatto, o una falce storta gettata via, o un tegolo smaltato, talvolta poteva essere anche uno di quei pesci che vivono nella melma, un grosso capitone od una lasca, che si voltava laggiù e riceveva per un attimo sulle chiare pinne del ventre e sulle scaglie un raggio di luce ... non si poteva mai riconoscere con precisione di che si trattasse, ma aveva sempre un fascino magico e suggestivo quel subitaneo e smorzato scintillar d'aurei tesori, immersi nel fondo umido e nero.”
(Herman Hesse, Narciso e Boccadoro)

René Magritte, L'abito da sera, 1954, Collezione privata.
L’acqua sa trasformarsi anche in elemento magico, fiabesco, che evocando mondi diversi suggerisce l’idea che la mente possa aprirsi a infinite avventure… per questo ho accostato Hesse a Magritte.



Oh, l'acqua non è mai fresca qui. Così tiepida e floscia. L'acqua è malata nei fiordi.”
(Henrik Ibsen, La donna del mare)

L’acqua è una materia che intende tenerci sospesi tra sogno e poesia, ma è anche un sogno che richiede amore e pazienza, un po’ come la protagonista dell’opera teatrale di Ibsen, Ellida, che si ritrova a vivere un momento di inquietudine sentimentale e come l’opera di Mirò, in cui le linee sottili rimandano a un’idea di fragilità ed equilibrio… 


Joan Mirò, La Bagnante, 1925, Centre Pompidou, Parigi.




Allora, giochiamo? Quali sono i vostri abbinamenti? ;-D

Ed ora, direi che possiamo entrare nel vivo della questione. 

Come saprete, il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua e il tema proposto da UNWATER per l’edizione 2017 sarà Wastewater, vale a dire le acque reflue, di scarico perché inquinate da impianti civili o industriali, che sono oggetto di studio e dibattito in tutto il mondo per le conseguenze del loro sversamento in acque superficiali o per la loro riutilizzazione.

La carenza idrica globale è stata, infatti, riconosciuta come il rischio più grave del nostro pianeta.  

Secondo gli studi condotti dall’Onu, la costante crescita della popolazione mondiale, soprattutto la concentrazione di crescita della popolazione nei paesi più poveri (all’inizio del 1900 eravamo 1,6 miliardi di persone, oggi siamo 7,3 miliardi e si stima che entro il 2030 saremo 8,5 miliardi), il progressivo svuotamento delle zone rurali a favore della crescente urbanizzazione (intorno al 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà in città), e l’accelerazione dello sviluppo economico (dei paesi più ricchi), generano profonde ripercussioni sulle risorse idriche globali e, di conseguenza producono un incremento delle acque reflue

Bukidnon, una provincia filippina situata nella regione di Mindanao Settentrionale.
Ogni giorno i bambini (prima o dopo la scuola) attingono acqua con i bidoni per il fabbisogno della famiglia




















Quest’ultimo fenomeno, finora affrontato unicamente nella prospettiva dei costi, inevitabilmente alti e intesi come un onere da smaltire, ha portato i governi a trascurarne e sottovalutarne l’impatto. Tuttavia, essendo la maggior parte dei paesi (soprattutto quelli in via di sviluppo) sprovvista o carente di infrastrutture e risorse adeguate a convogliare e gestire oltre l’80% delle acque reflue in forma sostenibile, questa enorme percentuale rientra in circolo contaminando l’ecosistema. Ne consegue che milioni e milioni di persone al mondo bevono acqua proveniente da fonti contaminate, vuoi da residui chimici, come l’arsenico rintracciato in elevatissime quantità nei fiumi del Bangladesh, vuoi da materiale fecale infetto, come nei bassifondi della maggior parte degli stati poveri del pianeta (dall’Africa, alle Filippine, …).


Filippine Mindanao: manca acqua potabile nelle case.
L’Onu, attraverso il World Cities Report 2016, invita quindi a una riflessione e indica delle ipotesi risolutive partendo da alcuni esempi virtuosi presenti in zone diverse del pianeta e analizzati con cura. L’obiettivo cui tende è gestire le acque reflue come una risorsa che apporti benefici per la salute umana, lo sviluppo economico e la sostenibilità ambientale, senza trascurare che ciascuna fase di recupero potrà dare origine a nuove opportunità di lavoro. 


Vediamo in che modo le Nazioni Unite propongono di intervenire nell’ambito delle CITTA'.

Stimando che nei prossimi decenni la crescita globale della domanda di acqua dolce supererà l’offerta (nel 2050, tenendo fermi gli attuali livelli di consumo, si aggirerà intorno al 50%) il riutilizzo delle acque reflue diventa un obiettivo più che necessario e nelle città aiuterà ad affrontare le nuove sfide in termini di produzione alimentare (oggi accompagnato da un crescente sfruttamento intensivo del suolo e dell’acqua) e sviluppo industriale (al quale oggi si accompagna un enorme consumo d’acqua, anche solo per la produzione di energia).

Raccolta di acqua in un sobborgo
in Rwanda - fonte © UN-Habitat
Un esempio di buona pratica da imitare viene offerto dalla città di St. Petersburg, in Florida, dove già dal 1977 è stata approntata una duplice rete di tubi paralleli nei quali scorre, da una parte l’acqua potabile e, nell’altra, acqua riciclata destinata a irrigazione, lavanderia, lavaggio auto,…

Un secondo esempio lo fornisce il sistema applicato presso l’aeroporto olandese di Schiphol, ad Amsterdam, il cui volume di refluo è paragonabile a quello di una città di medie-piccole dimensioni con una popolazione di 45 mila unità. Si tratta di un sistema di trattamento biologico che interviene sulle acque prima della fase di scarico.


Il secondo ambito preso in esame è quello delle INDUSTRIE.

Se la tendenza di crescita della popolazione prosegue, come sembra, l’uso dell’acqua, soprattutto in ambito industriale dovrà diminuire in maniera più sostanziale. In particolare, le acque reflue dovute alla produzione industriale dovranno diminuire e sarà necessario trattarle prima che vengano scaricate. Il loro riciclaggio, a seguito di un opportuno trattamento, potrà fornire benefici economici e finanziari. Una proposta in grado di rispondere a questa istanza viene indicata nel cosiddetto processo di “simbiosi industriale”, secondo il quale le acque reflue industriali dovranno essere riutilizzate all’interno della stessa azienda o, addirittura, dando vita ad uno scambio tra aziende diverse (X produce acqua reflua, che poi verrà trattata e riutilizzata, per gli impianti di riscaldamento o raffreddamento, per i servizi igienici, per il lavaggio dei macchinari, o per l’irrigazione, dallo stesso X, ma anche da Y, Z,…). Questo processo consentirà inevitabilmente anche un risparmio di costi.  

Un esempio di buona pratica da imitare viene fornita dalla Danimarca, stato in cui alcune aziende provvedono già attualmente ad uno scambio virtuoso di acque reflue. Ogni anno la centrale elettrica Aslaes riceve in media 700 mila metri cubi di acqua di raffreddamento dalla azienda petrolifera di stato, che a sua volta la tratta e riutilizza come acqua di alimentazione delle caldaie. Sempre dalla azienda petrolifera di stato, la centrale elettrica riceve anche altri 200 mila metri cubi di acque reflue già trattate, che  poi reimpiega per le pulizie. Questo circolo virtuoso delle aziende consente al territorio locale un risparmio di consumo d’acqua decisamente notevole.

Un altro esempio arriva dal Sud Africa, più precisamente dalla città di Emanelheni, ed è riferito ad una società mineraria anglo americana, la quale ha costruito un impianto che utilizza il processo di desalinizzazione per convertire l’acqua della miniera in acqua potabile e per trattare le acque industriali in modo che possano essere rilasciate con sicurezza nell’ambiente. Un ulteriore vantaggio di questo innovativo processo di trattamento delle acque, che di per sé garantisce una fonte di acqua sicura per la cittadinanza, è dato dalla separazione del materiale gessoso, che poi viene impiegato come materiale per la costruzione.


Karial , uno dei bassifondi in Dhaka, Bangladesh. L'acqua è contaminata da arsenico - 





Il terzo ambito allo studio è quello della AGRICOLTURA.

Come sappiamo, la politica dello sproporzionato ricorso a pesticidi e fertilizzanti in agricoltura per massimizzare i rendimenti è una realtà che ha preso piede da molti, troppi anni, così che oggi sono innumerevoli le zone agricole soggette a intenso inquinamento (in cui risultano inquinate, sia le acque superficiali, che quelle sotterranee).


L’esempio di buona pratica riportato nel World Cities Report 2016 fa riferimento a Israele, che utilizzando le attuali tecnologie disponibili per il trattamento delle acque reflue riesce a fornire il 50% di acqua per l’irrigazione, salvaguardano la salute pubblica. Si tratta, dunque, di un intervento a risparmio idrico, valevole per i paesi già industrializzati, che permette una riduzione dei costi e una migliore efficienza delle risorse.

Nei paesi in via di sviluppo sono auspicate la messa a punto di metodi di irrigazione di precisione, il miglioramento dell’accesso all’acqua nelle regioni colpite da siccità, la costruzione di centri regionali per l’acqua potabile.

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Nel mio piccolo, le prime domande che mi sono posta sono state le seguenti: a) cosa ridurrei senza opporre tanta resistenza per contribuire alla causa; b) quale rinuncia mi risulterebbe pesante; c) quale mi sarebbe "impossibile"? 

Ed ecco le risposte che mi sono data:

- Diminuirei senza remore il consumo di carne: gli allevamenti di bestiame richiedono quantità enormi di acqua.

- Avrei grossi problemi ad accettare di diminuire sensibilmente l'acqua destinata all'igiene, personale e domestica.

- Temo che non riuscirei a fare a meno della lavatrice

                                                          ... E voi?


Port Moresby, capitale dello Stato di Papua Nuova Guinea, la città più popolosa
ed il principale porto








Bassifondi, Mathare, Nairobi, catapecchie, miseria e rifiuti_ fonte © UN-Habitat



Prima di congedarmi, vi propongo ancora qualche domanda:



Quali impressioni suscitano in voi le osservazioni UN?


Come giudicate la situazione idrica nel nostro Paese?

E quella del territorio/regione/zona in cui vivete?



Quali interventi ritenete prioritari? Perché?


Un caro saluto a chi legge e arrivederci al prossimo post! :-)



BIBLIOGRAFIA:



ICONOGRAFIA:

Claude Monet, Impressione, levar del sole, 1872, Musée Marmottan Monet, Parigi. Fonte: Wikipedia

René Magritte, L'abito da sera, 1954, Collezione privata. Fonte: Wikipedia

Joan Mirò, La Bagnante, 1925, Centre Pompidou, Parigi. Fonte: Wikipedia

Bukidnon, bambino raccoglie acqua con bidone, fonte: Fonte  http://www.philstar.com/good-news/2016/03/28/1566730/thirsty-community-bukidnon


Raccolta di acqua in un sobborgo in Rwanda - fonte © UN-Habitat


Port Moresby, fonte © UN-Habitat

Mathare, Nairobi, catapecchie _ fonte © UN-Habitat


Lago di Tovel: un mio scatto di un paio di anni fa




20 commenti:

  1. Purtroppo credo che ci sia chi (i soliti ig-noti) ha tutto l'interesse a provocare una guerra dell'acqua e gli esempi virtuosi siano destinati a rimanere delle oasi nel deserto.

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    1. Ciao, Ivan (chiedo scusa per il ritardo con cui rispondo, ma ieri mi è andato tutto in tilt!). Temo anch'io che il rischio esista, eccome, con tutte le conseguenze del caso, anche se facciamo tutti gli scongiuri perché non accada mai. Inoltre, mi preoccupo anche per la portata dell'efficacia di alcuni interventi di riutilizzo delle acque contaminate da sostanze chimiche. Per esempio, senza andare tanto lontano, ho appreso che nelle acque venete vi è una elevatissima presenza di Pfas, sostanze cancerogene presenti in tanti prodotti di largo consumo, che resistono nell'acqua passando l'intera catena alimentare. Pare che l'attuale legge ancora non fissi parametri rigorosi su questi contaminanti, quindi essendo probabile che casi analoghi siano diffusi ovunque sul pianeta, c'è ancora tanto, tanto lavoro da fare... Insomma, speriamo...

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  2. Mi piace questa riflessione sull'acqua. Ridurne il consumo è una grande sfida, ma riuscire a non inquinare quella a nostra disposizione pare impossibile. Chissà perché l'uomo deve sporcare così tanto per vivere.

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    1. Ale, ti ringrazio tantissimo di questo passaggio!:-)
      Non so cosa passi nella testa degli altri, ma posso parlare per me. A volte mi dico che sono troppo superficiale, altre volte mi consolo... di sicuro anch'io non riesco a sfuggire al canto della sirena e rientro a pieno titolo tra i consumisti (con tutte le sue conseguenze). Mah, forse tra tutti gli animali l'uomo è il più arrogante...

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  3. Bellissimo questo articolo che, partendo dall'acqua come elemento d'ispirazione per poeti, pittori e scrittori, scivola progressivamente verso il grave problema idrico che assilla il nostro pianeta. Clementina ha voluto dimostrarci con una scala di valori quanto questo bene prezioso e indispensabile sia il frutto di speculazioni senza controllo alcuno. Difficile aggiungere molto a questo percorso che lei ha illustrato, ponendosi e ponendoci domande al riguardo per comprendere quali e quante soluzioni possiamo e dobbiamo trovare per custodire più a lungo possibile la fonte primaria dell'esistenza. Credo che, il primo vero intervento deve avvenire nelle nostre case, dove gli sprechi continuano a susseguirsi sottovalutando di continuo un bene ormai allo stremo delle risorse. Il recupero delle acque reflue è materia ancora molto nebulosa, ma se fatto con coscienza e legalità, può essere una soluzione di riciclo davvero importante. Grazie, Clem, per aver assemblato magistralmente l'acqua negli aspetti più poetici e quelli reali che necessitano dell'intervento tempestivo da parte dell'umanità tutta.

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    1. Concordo pienamente. Il riciclo delle acque reflue è ancora materia nebulosa, nonostante tutto ed è necessario che ciascuno di noi utilizzi i preziosi beni della Terra con maggiore responsabilità (ragionando con più lungimiranza e magari con più altruismo) dando meno per scontate le sue risorse. Senza voler fare demagogia, credo che ognuno di noi abbia il dovere di informarsi su ciò che acquista, senza trascurare anche l'impatto ambientale di certe confezioni, spesso vissute come comode, "problem solving", ma terribilmente dannose. Grazie, Annamaria! :-)

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  4. Anche a me è piaciuta molto questa seconda puntata dedicata all'acqua. Partecipando al tuo gioco, mi vengono in mente i quadri dei grandi pittori americani della Hudson River School, che hanno dipinto fiumi, cascate e laghi con innegabile maestria al punto da farci sentire quasi il rumore dell'acqua che precipita a valle. In letteratura mi vengono in mente i grandi romanzi sul mare come il ciclo del capitano Jack Aubrey.

    La seconda parte tocca un tema davvero drammatico. Credo che bisognerebbe mettere dei contatori per l'acqua in tutti i condomini, per far pagare a ogni famiglia l'effettivo consumo. In questo modo si sarebbe costretti a economizzare a fronte della propria bolletta. Anch'io, come te, farei fatica a rinunciare all'acqua per l'igiene personale. Personalmente chiudo continuamente il flusso del rubinetto quando mi lavo: è impressionante venire a sapere quanti litri di acqua scorrano in un minuto.

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    1. Stupendo il tuo accostamento pittorico: non solo per l'accuratezza, ma per l'abbondanza simbolica (direi che Cole, per esempio, sia più che rappresentativo!). Con Jack Aubrey, invece, mi hai disvelato un mondo straordinario che non conoscevo: grazie! :-))
      Infine, concordo pienamente con la tua idea di introdurre un deterrente: talvolta è necessario che l'educazione al consumo passi attraverso questo passaggio, che tradotto in soldoni significa metter mano al portafoglio dell'utenza... a mali estremi, estremi rimedi. Grazie infinite, Cristina, as usual :-D


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  5. Molto stimolante anche anche questo secondo post sull'acqua e bellissimi i tuoi abbinamenti. Raccolgo il tuo invito a cercare nuovi accostamenti e di primo acchito mi vengono in mente i dipinti visionari di Turner con i suoi magici effetti di luce e l' immensa Onda di Hokusai. In entrambi i casi mi sovviene il romanzo Acquanera di Valentina D'Urbano, con la sua acqua che copre e nasconde per poi erodere e riportare alla luce. Passando ad acque più "antiche" e incantate, proporrei "La nascita di Venere" di Botticelli con il classico abbinamento alla poesia "A Zacinto" di Ugo Foscolo.
    Per quanto riguarda le seconda parte del post e la riflessione sulle rinunce più o meno difficili, mi trovo anche stavolta sulle tue stessa posizioni: non mangio carne da più di trenta anni senza problemi, grossi problemi li avrei invece ad economizzare sull'acqua per l'igiene personale( preferisco la doccia al bagno in vasca, ma non credo cambi molto). Rinunciare alla lavatrice continuando a condurre lo stesso tipo di vita, la ritengo un'impresa impossibile.

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    1. Se dovessi descrivere le opere pittoriche e letterarie che hai ricordato con un aggettivo, userei sicuramente travolgente: ondate di passione alle quali è impossibile resistere. Una meraviglia! Il potere suggestivo dell'acqua e della luce è immenso e già solo questo ripaga ogni sforzo teso a contrastare le brutture di cui siamo stati artefici, anche se indirettamente. È vero, non è facile venirne a capo, ma per quanto sia poco ciò che ognuno di noi può fare nel suo piccolo, è già qualcosa. Noi occidentali siamo così assurdi, tanto fortunati da non rendercene nemmeno conto eppure tanto egoisti. Grazie, Stella!

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  6. Interessante e, come sempre, esaustivo, questo articolo sul bene più prezioso, l'acqua. In primis, voglio dirti che la prima frase che mi è venuta in mente mentre aprivo il tuo blog, è stata: ..."chiare fresche e dolci acque..." e me la sono ritrovata tra le tue righe! C'è poco altro da dire, hai già elencato i tanti problemi e le (poche) soluzioni (che vengono spesso da Olanda, Danimarca ecc.). Il tuo è un rapporto preciso e studiato e non potrei aggiungere altro. Di certo la diminuzione del consumo di carne l'approvo (e sono una carnivora doc!), ma come te non potrei immaginare di dovere centellinare l'acqua per gli usi igienici e personali. Noi da sempre, in famiglia, non annaffiamo neanche il prato d'estate, per non sprecare acqua potabile. Gli si dà da bere ogni tanto, poverino... (Ho certi vicini di casa invece che riescono ad umidificare pure l'aria...). Per far consumare meno acqua ai cittadini, dunque,si potrebbe fare come qui si fa per indurre a fare meno raccolta indifferenziata e più riciclabile: non far pagare loro di più se consumano troppo, ma far pagare loro di meno se si comportano civilmente! Potrebbe essere un'idea, la gente è sempre a caccia di sconti e offerte!
    E concluderei con "L'uomo e il mare".

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    1. Leggo che suggersisci di premiare i comportamenti virtuosi e punire quelli scorretti e mi dico: è una strada più che sensata, anch'io sono convinta che andrebbe percorsa e fin qui mi sento tranquilla. Ma poi, accipicchia, mi scocchi un dardo come L'uomo e il mare e lì mi stendi, perché Baudelaire è l'asso pigliatutto... allora vuol dire che prima hai suonato il sistro e dopo hai preso la mira... eheheh, ho sempre pensato che fossi un'amazzone, Lauretta, adesso ne ho la conferma! ;-) Grazie infinite del tuo passaggio, Lauretta, è sempre un piacere ritrovarti! :-)

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  7. Con l'acqua mi viene in mente subito la saga di Earthsea du Ursula Le Guin ambientata in un arcipelago di migliaia di isole.
    La questione arsenico nelle acque era stata il tema della mia tesi di laurea; questo prima che il problema si rendesse manifesto anche in alcune zone d'Italia.

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    1. Sono andata a cercare informazioni sulla saga della Le Guin e ne sono rimasta incantata: sono decisa a iniziarne la lettura, ti ringrazio del suggerimento. Fermo restando che il tema acque sia immenso mi piacerebbe approfondirne anche solo alcuni aspetti e con un simile background il tuo contributo sarebbe meraviglioso... ecco, l'ho detto :-)

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    2. Su quali aspetti? In che modo? Dimmi pure. :)

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    3. Ciao Marco, non sono ancora pratica, ma mi veniva in mente la possibilità di un guest post. Non potremmo accordarci in modo che tu sia ospite su questo blog, sempre all'interno di questa rassegna, per spiegare da un punto di vista scientifico come versa la salute delle nostre acque?

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    4. Io un guest-post lo scrivo volentieri, solo bisognerebbe circoscrivere un po' l'argomento. Io lo stato attuale di salute delle acque non lo conosco perché non me ne occupo direttamente, inoltre è un discorso enorme, per cui potrei solo accennare a quegli aspetti di cui ho maggiore familiarità.

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    5. Eh, caspita, immagino che l’argomento sia enorme, per cui lascio scegliere a te la formula che ritieni più adatta, il perimetro dei contenuti e il taglio che vuoi dar loro. In fondo, rispetto al tema dell’inquinamento delle acque tutto ciò che si può conoscere, che sia in merito agli effetti di alcune specifiche sostanze sull’organismo umano, animale, vegetale, o altro ancora, è preziosissimo... qualunque sarà il tuo argomento andrà benissimo :)

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    6. Io lo avrei già ultimato... dove te lo posso mandare? :)

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    7. Ciao Marco, grazie! :) qui trovi tutto l'occorrente http://langolodicle.blogspot.it/p/guest-post.html

      inoltre, volevo chiederti se ci sono immagini che devo cercare

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